Avventura

Voler programmare un viaggio è come cercare di pianificare un innamoramento. Sapere che in quella certa data si arriverà in quel luogo, si sosterà un dato numero di giorni, si risiederà in un certo alloggio e si vedranno determinate cose, è come illudersi di prefissare le vicende e gli sviluppi di una storia d’amore.

Bisogna invece accettare di farsi deviare, sorprendere, ammaliare, sedurre da ciò o da chi incontriamo nel corso di un viaggio.

L’avventura è una donna, come ben sapeva un tale che si trattenne da Circe e Calipso più a lungo del previsto…

Ma può essere anche un abisso, come ha ben capito chi d’altra parte non esitò a strappare a forza i suoi compagni di viaggio dal frutto narcotizzante dei Lotofagi. L’amore per l’Altro non deve mai arrivare sino al punto di farci dimenticare di noi stessi.

 

L’ombelico del mare

Gavdos è il lembo di terra più meridionale d’Europa, immersa nel Mar Libico e quasi nascosta dalla imponente cresta montuosa di Creta. Era forse quest’isoletta remota quell’ombelico del mare’ (così lo chiama Omero) dove la dea Calipso, (che in greco antico suonerebbe come ‘Nascondina’) avrebbe trattenuto Odisseo per anni, finché questi non rinunziò al suo amore e all’immortalità pur di tornare ad Itaca, dalla moglie Penelope?

L’albero piegato

Questo è ciò che si vede dal versante sud di Gavdos, in un altipiano scabro aperto sul Mar Libico: il nulla. Su questo nulla, inquietante ed affascinante allo stesso tempo, un olivastro quasi piegato dal vento che soffia impetuoso durante l’inverno sembra una metafora della coscienza individuale: attratta dall’avventura, contorta e combattuta dalle passioni, insieme affascinata e sgomenta di fronte all’ignoto.