Salonicco
Imperiale, regale, e tuttora magnifica, nonostante le travagliate vicende, espugnazioni e tragedie vissute (tra le ultime, la cacciata e la deportazione delle decine di migliaia di ebrei, che vi vivevano da millenni, durante la seconda guerra mondiale). Le splendide e grandiose mura che ancora la attorniano rivaleggiano con quelle aureliane di Roma. E al di là del Golfo Termaico, nelle giornate in cui soffia il vardaris - il vento che proviene dai Balcani ed è quindi limpido e privo di umidità - appare a volte, solenne e maestoso sulle rive dell'Egeo, l'Olimpo. Mi è capitato di vederlo in tutto il suo inatteso splendore solo al mio terzo, o quarto soggiorno - non ricordo - in questa città opulenta e compiacente, e neppure al principio di esso: mi si svelò soltanto in un'ennesima mattina. Ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno, che le città, come del resto tutti i luoghi notevoli, non vanno semplicemente visitati, ma vissuti. Lo splendore, così come la verità, si rivelano con il tempo.